2/28/21

GNOMI E GENTE ALTA DI MONTAGNA - Ar ni ack ha

 

AR NI ACK HA

N’est-ce pas là tout, en effet, et que désirer au delà ? Un petit jardin pour se promener, et l’immensité pour rêver. À ses pieds ce qu’on peut cultiver et cueillir ; sur sa tête ce qu’on peut étudier et méditer ; quelques fleurs sur la terre et toutes les étoiles dans le ciel. 

(Victor Hugo)


Viscalbus

La neve sulle alture della terra è ospite in ogni stagione. 

Ma l'estate, la terra si scaldava di vita anche lassù  e non aveva un piglio tanto ospitale nemmeno per la neve; alcuni fiocchi provavano a svolazzare radi trattenuti a lungo in aria, imbrogliati dal vento, appena  potevano sfiorare la cima delle erbe che si scioglievano e svanivano, come gli gnomi silvani quando vanno a letto. Tuttavia gli gnomi del luogo dediti alla raccolta e alla coltivazione delle erbe li guardavano con sospetto temendo che un capriccio di stagione non li piantasse seriamente sulla terra, quando i colli delle montagne si coprivano di bianco per lo spazio di due giorni c'era da temere che la terra non si riprendesse più, quando l'estate precipitava di colpo nell'inverno e la neve sparpagliava presagi di tempi rigidissimi. Gli gnomi delle cime usavano dire che lassù l'anno ha due sole stagioni: le estreme, essi erano infatti creature libere, a volte incostanti, spesso solitarie facilmente scostanti e guardinghe, di poche parole e di celate dolcezze.

Non che, per la maggioranza, non fossero creature benevole e sagge come tutti gli gnomi, anzi ne possedevano tutte le caratteristiche, erano tra l’altro degli ottimi inventori, artigiani, alchimisti e grandi conoscitori delle erbe e dei metalli con i quali ricavano rimedi per curare le malattie, semplicemente a differenza di quelli che avevano un carattere gioviale e simpatico, alcuni di essi erano timidi e diffidenti, e se non erano dotati di un gran senso dell’umorismo amavano comunque i giochi di parole e qualche  trucco.

Tra questi gnomi alcuni erano erano selvatici esploratori delle rocce più aspre, altri modulavano il loro animo nella conoscenza delle erbe e dei loro benefici.

Uno di essi godeva di grande fama tra il piccolo popolo alpino, attento e profondo conoscitore delle erbe e delle loro proprietà, ne raccoglieva sia lassù in alto, sia scendeva verso i boschi e, oltre a quelle che vi crescevano spontaneamente, ne coltivava alcune con perizia e sapienza antica., che gli erano utili per infusi e pomate. Viscalbus era uno gnomo dal carattere guardingo ma ciò che lo contraddistingueva era il suo non rifiutare mai un aiuto, un consiglio, una cura.


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2/25/21

UNA LEGGENDA DELLA VALPELLINE

 LA VILLE DI BY


Narra una leggenda che una vigilia di Natale, il parroco di Valpelline venne a sapere che era stata organizzata una grande festa danzante a By.
Invano chiese agli a tutti di rinunciare, invano chiese ai genitori di impedire ai figli di partecipare, poiché gli abitanti della Valpelline erano sempre stati matti per il ballo, erano sempre stati soliti riunirsi in quello che ancor oggi si chiama "Plan du dance", sotto le neri pareti del Morion.
Il povero parroco dovette quindi assistere per tutto il giorno ad un lungo corteo di persone salire dirette al villaggio di By.

Scriveva l'abbè Henry : 
"Oggidì, quando i villeggianti di By, vedendo in fondo al piano lacustre quei muri diroccati tra i quali crescono erba e cespugli di rovi, chiedono ai montanari come mai un luogo così ameno è stato abbandonato si sentono invariabilmente rispondere : vi hanno ballato la notte di Natale, è scoppiato il fuoco a metà notte, tutto il villaggio è arso e non venne più ricostruito.”

Nel frattempo, da Oyace , era arrivato un bizzarro suonatore, avvolto in un lungo mantello che lo copriva fino ai piedi, due muli al seguito trasportavano i suoi strumenti.
Alle sette di sera al villaggio era già avvolto dal buio e le danze cominciarono inesorabili mentre scorrevano fiumi di vino.

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2/21/21

GNOMI E GENTE ALTA DI MONTAGNA - Tockié

 Questo racconto é dedicato a 

BARBARA GIROD, Figla della montagna a gressoney.

Tockié



Madame,
Je dépose très humblement à vos pieds ce recueil 
de légendes et de récits que j’ai glanés sur les bords du Lys, 
dans cette pittoresque vallée qui est Votre séjour de prédilection…
(Abbé Jean Jacques Christillin)

La valle era da tempi remoti conosciuta come Krämertal (valle dei mercanti) e così l’avevano sempre conosciuta. Alla testata della vallata, detta anticamente “Canton des Allemands”, vi erano luoghi dove una lingua  era scomparsa, soppiantata da un’altra e così via, dove rimanevano resti di vita semplice fatta di legno di larice. Quella parte di montagna, si diceva, era fatta di luoghi dove la primavera non offriva alcun albero fiorito né l’autunno delle spighe, ma le cui capanne erano piene del fieno prodotto in un’estate di pochi giorni. Così faceva la gente alta.

Altre creature però risiedevano tra i boschi, le cime, le nevi e le acque, e, depositari di un’antica saggezza, animavano di etere sfumature la natura del luogo.

Il dire comune rinforzava l’idea che la maggior parte di essi avesse i boschi come propria dimora per eccellenza, alcuni piccoli e vestiti di lana erano esseri bonari e socievoli che a volte si divertivano a farsi intravedere dai pastori e dai boscaioli della gente alta, altri poi erano anche molto acuti e custodivano una saggezza antica che, a volte, benché non così spesso come si potrebbe credere, condividevano con alcuni alpigiani. 

Pare che fu un gnomo silvano a scendere un giorno di anni or sono presso un villaggio di poche case della gente alta per insegnare a fare il bucato con la cenere del focolare ed un altro, incontrato mentre percorreva le coste della montagna alla ricerca di erba selvatica, a svelare il segreto per  lavorare il latte e farne burro, ricotta, formaggio. 

I più saggi ed anziani tra la gente alta insegnarono perciò, in questa valle, ad essere sempre gentili con gli gnomi, ricordavano, che un giorno essi avrebbero potuto, chi poteva negarlo, insegnare a qualche buon pastore come ottenere l’oro dai sassi e dal carbone di legna.

Questo divagare e ragionare su gente alta e gnomi, in questa valle dal piglio severo e dal delicato incanto, era costume anche di qualcuno tra gli gnomi che, dati tre volte cento anni, ricordavano di quando, gnomi ancora in tenera età, vivevano in assoluta pace e serenità in un luogo dove la segale cresceva rigogliosa e l’erba non ingialliva mai, al di là dei ghiacciai.


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GNOMI E GENTE ALTA DI MONTAGNA - Barbara Girod

 Barbara  e ...Koks e Spissen



Barbara e la “Marghe”, una bella storia d’amicizia e di stupore sulle spalle larghe del De Gletscher, anticamente noto anche come Mons Silvius.

Sì perché ci sono montagne e montagne, così come ci sono creature e creature. Alcune montagne scelgono alcune creature oppure ci sono delle creature che, per affinità elettiva, vivono in simbiosi con una montagna in particolare. 

©Foto di Barbara Girod
Barbara è nata e cresciuta a Gressoney-La-Trinité, là dove il  Monte Rosa veglia sulle vallate, vivo e palpitante sovrano di ghiaccio e pietra del quale Barbara ha imparato a percepire  i respiri eterni. Si può andare in montagna, si può camminare in montagna, si può sciare in montagna o si può essere parte della montagna. 

Una montagna magnifica, esaltante, che offre numerose vette alte più di 4000 metri, il paradiso dello scialpinismo quanto dell’alpinismo.

Barbara conosce questa montagna profondamente, mossa da uno spirito libero e da una sensibilità differente, una forma di puro “selvaticismo” elettivo che le permette di percepire la montagna e la sua essenza d’estate e d’inverno. Ghiacci, neve ed acque dei laghi alpini non sono che il medesimo canto delle montagna con tonalità diverse.


BARBARA GIROD

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Donne di montagna


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2/18/21

LA CAPPELLA DI CHÂTELET

 Memento del tempo che passa

In Valgrisenche la cappella di Châtelet è un memento.
Ricorda agli uomini le vicende di quando il progresso venne a bussare alla valle con la costruzione della diga di Beauregard. L’edificio fu eretto dalla SIP nel 1959, poiché l’antica cappella dì Fornet era stata sommersa dalle acque del lago col villaggio omonimo come le chiese di Beauregard e di Usellières.
Ecco perché è un prezioso mosaico di molti fra gli arredi provenienti dagli edifici scomparsi, come l’altare ereditato da Fornet o la statua di Sant’Orso di Giovanni Comoletti, originariamente nella cappella di Beauregard. 
Anche le campane suonano una musica di memoria, quella grande giunge da Fornet e le tre piccole da Surier, da Chappuy e da Beauregard. 
Tante le testimonianze raccolte, con i racconti  di chi ha vissuto in prima persona gli avvenimenti di quel periodo, le conseguenze della decisione di costruire la diga, la lotta per avere riconosciute le istanze di un’intera comunità. 

Lasciare la casa per via 
della costruzione della diga 
fu tristissimo per mia nonna, 
che ha vissuto quel momento 
come se fosse l’ultimo della sua vita.
Saverio Bois

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2/14/21

GNOMI E GENTE ALTA DI MONTAGNA - Il berretto rosso

 Questo racconto é dedicato a 

LES TISSERANDS, Tessitori a valgrisenche.

Il berretto rosso


"A Valgrisenche on y va ni par mer ni par terre mais par rocs et par pierres”. 

(Canonico Bethaz)


Griso, Fioucat e Gratus sono realizzati interamente con lana e tessuti di "Les Tisserands"
 

La forza, profonda convinzione degli gnomi della vallata, non è magia ma nasce dalla saggezza, dalla conoscenza delle leggi della natura, poi si fanno strada dedizione e coraggio, che si aiutano vicendevolmente. Tra vette grandiose e splendidi ghiacciai, alcuni gnomi lì vivevano da secoli ammaliati dal colore grigio e dall’argento delle pareti rocciose che fiancheggiavano la valle per tutta la sua lunghezza, al centro delle montagne una volta abitate dal popolo alto dei Graioceli, ragion percui alcuni tra la gente alta l’avevano chiamata anche Vallis Graia. 

Ma questi erano dettagli. 

Essi invece ricordavano bene che alcuni pastori, non gnomi, tra le gente alta che abita oltre il Col du Mont, risalivano il vallone con le mandrie si quando accorsero che una mucca di colore grigio lasciava per ore la mandria e ritornava sempre sazia e ben pasciuta. 

Gli gnomi al di qui del colle la vedevano pascolare beata nella valle ammantata da fertili pascoli, adornati di fiori e disegnati da scintillanti ruscelli che correvano saltando e chiacchierando scendendo dai ghiacciai perenni.

Un giorno quella gente alta decise di seguire la mucca grigia, saliti da La Motte giunsero al Col du Mont e lì i loro occhi si aprirono sull’incanto della valle che, in onore di colei che la scoprì, decisero di chiamare "Vallée de la vache grise" che, con l'andare del tempo, divenne Valgrisenche. 

Questo per quel che riguarda la gente alta, loro, gli gnomi, si limitavano a commentare con un sorriso complice: “com’ è grisa la Valgrisa oggi!”

Non era difficile immaginare perché si trovassero tanto bene sui pendii di quella valle, rimasta isolata e poco abitata, rivolta all’envers e accessibile per un passaggio angusto e battuto dalle valanghe, ma scrigno di magia e quindi forte come le rocce grigie che la avvolgevano e la custodivano come una gemma.


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GNOMI E GENTE ALTA DI MONTAGNA - Les Tisserands

 LES TISSERANDS  e ...Griso, Fioucat e Gratus

Gli gnomi di Genepio Griso, Fioucat e Gratus sono realizzati interamente con lana e tessuti di "Les Tisserands"

Ci sono luoghi dove la natura ed il tempo sono sinceri ed incontaminati dalla frenesia moderna, immersi in un tempo che scorre naturalmente, scandito dai gesti delle mani, dove i battiti del cuore si mescolano al suono del battere dei pedali sul telaio.

Questo luogo esiste da più di 45 anni, custodito ed avvolto dalla natura della Valgrisenche, una valle laterale a sud ovest della Valle d’Aosta, adagiata a 1664 metri sul fianco della montagna; la magia ha un nome: Les Tisserands. Cooperativa di tessitura artigianale.

Mani, spirito e cuori che danno forma e vita alla lana, la lana vera e pura, che si trasforma in sciarpe, scialli, coperte, tappeti, tendaggi, capi d’abbigliamento, borse, cappelli, e tanti altri accessori, lavorati uno per uno con l’abilità e la maestria delle mani.

Tradizione, sapere antico, gesti tramandati con amore e dedizione, che col passare del tempo diventano la trama di un ordito di attualità, funzionalità e qualità nei manufatti che conservano il senso prezioso delle cose, il tatto e l’olfatto riconoscono la qualità della materia prima utilizzata, occhi e cuore scoprono una storia antica che raconta di un legame antico e resistente all’usura del tempo tra uomini, materia e territorio.

Les Tisserands sono un marchio di qualità, stella polare per chi cerca un’alternativa valida al sentire unico e globalizzato, per chi ancora non è assordato dalle sirene del consumo senza qualità ma ascolta ancora il racconto della trasparenza e della tracciabilità di processo produttivo seguito passa dopo passo, di chi cerca il valore dell’autenticità, dell’equità e della sostenibilità.
Di chi ancora vede l'anima che fonde in un manufatto dal grande valore emotivo.

Les Tisserands significa anche costante passione e tenace dedizione, diffusione e valorizzazione di un’attività, simbolo della Valgrisenche.


LES TISSERANDS 
Société Coopérative - Drap de Valgrisenche.
Valgrisenche, Valle d'Aosta

Prodotti 100% lana


Visitate l’atelier di Valgrisenche aperto da martedi a sabato.
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2/13/21

PRETZEL DI CASTAGNE

 PRETZEL DI CASTAGNE

Stava cercando tra le matite un pretzel per concedersi un breve spuntino, uno di quelli fatti con le ricetta di zio Adar, uno gnomo germanico scaltro e veloce che si diceva avesse remotissime origine celtiche, ma quel che era certo era invece che aveva sempre sfornato pretzel prelibati, con le migliori farine che, anche questo era innegabile, rubava nei mulini ai confini del bosco.
Fatto sta che Nordend tirò fuori dalla borsa il pretzel e cominciò a mangiarlo, a piccoli morsi.
Posò la borsa e il progetto che aveva con sé ai piedi di una quercia, su una foglia caduta, poi si appoggiò al tronco, era il luogo ideale per pensare già al suo prossimo progetto benché avesse appena finito di dirigere i lavori per il ponte sopra il ruscello che finalmente univa un gruppetto sparuto di prudenti gnomi silvani al sentiero dei più impavidi e lesti gnomi delle rocce. Si dice che gli gnomi nati sotto una quercia, come lo era il nostro gnomo dalla straripante inventiva, avessero un senso innato di giustizia e rettitudine, fini pensatori erano molto stimati e considerati attraverso le valli.

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VALLE DI OLLOMONT

 UN PO' DI STORIA

La Valle d’Aosta vide i suoi primi abitanti nell’età neolitica (dal 6000 al 2500 a.C.) quando, dopo l’ultima glaciazione si determinarono le condizioni favorevoli all’insediamento umano. 

La prima popolazione insediatasi tra le montagne valdostane fu quella dei Liguri i quali vi organizzarono la prima vita sociale allacciando relazioni fra di loro e stabilendo i primi scambi attraverso i valichi alpini.

Dal IX al IV secolo a.C. alcune popolazioni celtiche provenienti dall’Asia raggiunsero la Valle d’Aosta e dalla fusione di queste due genti derivò lo sviluppo della civiltà dei Salassi.

Le valli del Buthier e di Ollomont, fertilissime, ricche di pascoli e di giacimenti minerari, costituirono, dopo la piana di Aosta, i principali territori occupati dai Salassi. Essi vi costruirono importanti arterie stradali a formare una fondamentale rete di comunicazione. La via che collega i territori di Ollomont alla valle di Bagnes attraverso il colle della Fenetre Durand, contribuì a sviluppare il commercio soprattutto di bestiame e di minerali e lungo il suo percorso, all’alpe di Chermontane, si tenne per molto tempo una celebre e famosa fiera. 

  • Nella località di Chermontana doveva sorgere un vasto villaggio di pastori ed un mercato molto importante di bestiame. Anche nel Medioevo si teneva infatti la celebre fiera che destò gelosie e lotte tra le popolazioni dei due versanti. In un’ordinanza del Duca Amedeo III di Savoia (1122) si legge che per conciliare gli interessi dei valligiani contendenti, si sarebbe tenuta la fiera il 1 settembre, in epoca diversa da quella di Valpelline del 28 settembre.-

Nel 143 a.C. si ebbe il primo scontro fra Salassi e Romani. Questi ultimi comprendendo il valore strategico del territorio valdostano quale via di scambio verso le Gallie, riuscirono a sconfiggere i Salassi dopo alterne vicende.


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2/7/21

GNOMI E GENTE ALTA DI MONTAGNA - Michele Rimassa e Vallée d'Ollomont

 MICHELE E SIMONA e ...Pignetto, Mishcabel e Morion


Simona Oliveti ha lavorato in una storica galleria d'arte genovese e organizzato molteplici ed importanti mostre, in Valle d’Aosta ha iniziato a lavorare con la Regione ed organizzare mostre e allestimenti museali. Ora ad Ollomont promuove con profondo amore e dedizione la vallata

I colori, i sapori, gli odori, storia e tradizioni di Genova e della Liguria sono dentro di loro, ma ora vivono qui, tra i monti, in una terra che amano altrettanto e che conoscono ogni giorno di più.

Vallée d'Ollomont
vallediollomont@gmail.com

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Michele Rimassa fa il restauratore da sempre.
 

Ha iniziato un pò per caso, in bottega, ma il suo destino e quello del legno erano legati fino alle più intime fibre e la sua passione ne è la chiara dimostrazione.

Originario di Genova, lì ha all’inizio lavorato e aperto una sua bottega, ha fatto lavori per privati, collezionisti e restauri importanti per la soprintendenza.

Michele ha portato ad Ollomont il suo lavoro, nella sua bottega dove ora fa prevalentemente il falegname e dove l’arte del legno nasce e rinasce ogni giorno con cura ,passione ed abilità.


Antichita. Falegnameria. Restauri.
Ollomont, Valle d'Aosta

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LA VALLé E D'OLLOMONT, FASCINO DA SCOPRIRE

Testo di Simona Oliveti


La Valle di Ollomont si trova nel cuore della Valle d’Aosta ed è facilmente raggiungibile in 20 minuti, con una strada che la collega ad Aosta, capoluogo della Regione.
E’ la maggiore delle valli laterali della Valpelline, circondata da una catena di spettacolari montagne dominata dalla Grand Tete de By, dal Mont Velan, dal Mont Gelé e che raggiunge il suo apice con il Grand Combin 4314 m. considerato un vero gigante delle Alpi. In fondo alla valle si apre il Colle della Fenetre Durand, uno dei valichi alpini più famosi delle Alpi che collega il territorio valdostano con quello svizzero della Valle di Bagnes.
Sotto questo scenario di maestose montagne, ad una altezza media di 2000 m si apre ad anfiteatro la  Conca di By con pascoli verdeggianti e alcuni tra gli alpeggi più belli della Valle d’Aosta. 

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GNOMI E GENTE ALTA DI MONTAGNA - Il falegname che veniva dal mare

Questo racconto é dedicato a 

MICHELE RIMASSA, falegname ad Ollomont, e a Simona Oliveti

 Il FALEGNAME CHE VENIVA DAL MARE


Ho teso corde da campanile a campanile, 

ghirlande da finestra a finestra 

catene d’oro da stella a stella, e danzo.

(Arthur Rimbaud)


J'ai tendu des cordes de clocher à clocher ; 

des guirlandes de fenêtre à fenêtre ; 

des chaînes d'or d'étoile à étoile, et je danse.

(Arthur Rimbaud)

Il tutto iniziò nella Valle di Ollomont e, per quanto ci è dato conoscere intorno a questi fatti, non è detto sia finita.

Alcune piccole creature boschive seguono il rû du Mont che ha inizio a Vaud per poi percorrere la collina della riva destra di Ollomont e, infilandosi in una galleria, sbucare nel comune di Doues e viceversa.  

Altri tra loro lasciano le rocce ed i ghiacci del Grand Combin, loro silente e magnanimo custode, lassù a 2000 metri di altitudine, dove il loro sguardo può spaziare fra gli alti pascoli e le cime innevate del Mont Velan, del Grand Combin e del Mont Gelé, passano la Fenêtre Durand, scendono dai pascoli fino ai villaggi di Glacier  e Vaud. 

L’abbé Henry sostiene che in passato la Fenêtre Durand fosse stata un colle militare, in quanto questo passo veniva utilizzato dagli abitanti della Val di Bagnes che cercavano di sottrarre agli "Ollomoeins" i pascoli di By.  

A Vaud di Ollomont gli gnomi ricordano alcune delle case più antiche della Valpelline, a Rey la  scoperta della miniera che risale, ai primi anni del 1600; dice una leggenda popolare che sia stato un contadino a scoprire il rame mentre stava zappando il terreno scambiando per oro alcune rocce giallastre, inutile dire che gli gnomi ne rivendicano la scoperta. 

Qui, dove lo spirito si eleva ad imitare la montagna, quando il giorno si avvicina a passi ormai decisi, tutta la valle è un grande lago riflesso e i tocchi delle campane vi affiorano come cristalli di neve estiva, qui l’’anima sola, distante e altera, in alto, si appresta ad un silenzioso colloquio col sole, qui si inizia a raccontare.

Qui dove è nato, figlio delle cime ancor più che dei boschi, lo gnomo Morion. 

Uno gnomo silenzioso, c’è chi dice altero, riservato sebbene per nulla timido o pauroso, anzi i più tra chi conosce lo direbbe piuttosto impavido. Morion è animato dalle alte creste, i moti del suo spirito di creatura montana ne seguono l’andamento frastagliato, sopra ogni cosa egli ama la libertà. 

Dicono non sia così difficile vederlo nella comba di Faudery, stretta tra le catene del Morion e dell’Aroletta, catene aspre e nere, un luogo dove cadono sassi che lui raccoglie ed esamina, riconoscendo quelli venuti da molto lontano, quelli di Annibale, come li chiama scherzosamente lui. Spesso però sale sul Morion, il più bel tridente delle Alpi e lì diventa introvabile.


continua 

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1/30/21

31 GENNAIO

 

31 Gennaio


Se feit clier lo dzor de sentor l'ir baille lo tor et dor euncò pe quaranta zor.


Se il giorno di Sant’ Orso il tempo è bello l’Orso gira il suo pagliericcio

 per farlo asciugare e dorme ancora quaranta giorni. 


Di nuovo,  i merli cantavano. Alcuni gnomi erano certi che così facendo avrebbero finito con lo svegliare i ruscelli, ridendo, dai loro sogni invernali.

Si sentivano, ed anche bene, ma faticavano a vederli come se in realtà fossero bianchi, ma tanto bianchi da non poterli distinguere dalla neve e i merli neri non fossero che le loro ombre.

Gennaio ormai non più un fanciullo, né giovane e forte mese strepitante tra le bufere, ma vecchio e zoppicante, cominciava ad essere infastidito dalle ore di luce che lentamente tornavano a riempire i giorni scuri e freddi. 

Era stanco, irritabile e di malumore e certamente il canto dei merli non faceva che peggiorare il suo umore, pareva che cantassero per ricordargli che oramai non faceva più paura a nessuna creatura, sembrava che troppo spavaldamente i merli annunciassero la primavera con insensato anticipo, così, in vista dei  tre giorni che ancora gli restavano, divenne ancora più molesto. Raccolse tutte le sue forze e si fermò, chiamò una tempesta di neve a rendergli omaggio, chiese a venti del nord di dimostrarsi suoi fedeli vassalli, aizzò il gelo furioso contro quel fischiettio di vita che cantava la sua fine. Il ventinove gennaio fece tanto freddo che i merli dovettero smettere di cantare perché il fiato si gelava loro addosso, dovettero chinare il capo sotto le piume nei nidi e non uscirne poiché fuori li aspettavano i morsi del gelo divenuto rabbioso. 

Il trenta faceva ancora più freddo.


continua 

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1/24/21

ACCADDE CHE...


Frostino è uno gnomo invernale, abituato alle distese nevose ed al manto bianco che gli accarezza gli occhi e calma il cuore. Nonostante questo ben difficilmente lo si vede spostarsi sulla neve, gli gnomi montani camminano sulla neve, o usano gli sci, le pelli o le slitte; lui è uno gnomo nevoso, nella neve è nato e cresciuto, nella neve trova risorse agli altri sconosciute, perciò si muove scavando gallerie sotto di essa, sbucando fuori di tanto in tanto.

Continua

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GNOMI E GENTE ALTA DI MONTAGNA - Ar ni ack ha

  AR NI ACK HA N’est-ce pas là tout, en effet, et que désirer au delà ? Un petit jardin pour se promener, et l’immensité pour rêver. À ses p...