4/21/21

EDOUARD BERARD e la flora valdostana

 IL CANONICO BERARD E LO SFORTUNATO ERBARIO

© foto Genepio

A Châtillon il 26 giugno 1825 nasce Edouard Bérard, da una famiglia originaria di Cogne.
Edouard Bérard diviene docente di botanica nel Ginnasio di Aosta, retto dai Gesuiti, all’età di diciannove anni ma non per molto. Abbandonò infatti l'insegnamento per dedicarsi agli studi teologici e nel 1848 fu ordinato prete.
Uomo estremamente versatile riprese in seguito ad insegnare diverse discipline: eloquenza e Santa Scrittura al Grande Seminario di Aosta, fisica e geometria al Piccolo Seminario, greco, latino, filosofia e storia naturale al Liceo, fisica e matematica di nuovo al Grande Seminario, fino a divenire nel 1861 canonico della Cattedrale di Aosta. 
La storia e l'archeologia della Valle d'Aosta quanto le scienze naturali, soprattutto la botanica, attirano il suo vivace interesse.
Con un altro canonico, Georges Carrel, di 25 anni più anziano, fu il principale sostenitore della nascita, nel 1858, della società di Storia naturale ad Aosta che prenderà poi il nome di Société de la Flore Valdôtaine.
L'erbario del canonico Bérard andò sfortunatamente perduto, purtroppo essendo il più ricco e meglio ordinato della sua epoca in Valle d'Aosta. 

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© foto Genepio

Fu in seguito Lino Vaccari a ricavare dal suo lavoro e da ciò che di esso si salvò utili  informazioni per il suo Catalogo della Flora Valdostana. La collezione comprendeva anche campioni raccolti da botanici di fama, come De la Soie, Rion, Déséglise, dimostrazione del fatto che Bérard era in contatto con scienziati e ricercatori suoi contemporanei, e con essi scambiava materiali.
Nel 1884 Bérard  cercò di riunire nuovamente le menti di allora per organizzare un valido gruppo di studio al fine di realizzare il suo grande progetto di un catalogo completo della flora valdostana, ma la cosa non riuscì mai. Bérard morì pochi anni dopo, nel 1889. e di quel progetto rimase solamente un manoscritto dove l'appassionato  canonico naturalista aveva redatto una prima bozza del catalogo.
Con i vecchi erbari andati per lo più perduti, il Prof. Vaccari contribuì in modo significativo alla creazione di un nuovo erbario sociale composto da oltre 2.000 campioni di specie raccolte sulle Alpi, accuratamente spillate e classificate. 
Nel 1934 il Museo, privato della sue sede, dovette cedere in prestito tutte le collezioni naturalistiche alla Scuola Militare Alpina di Aosta, dove rimase fino al 1975, quando assieme alle altre raccolte, venne restituito alla Société de la Flore Valdôtaine, rinata dopo oltre trent'anni d'inattività. 
Come già accaduto per le collezioni lichenologiche, l'erbario ritornò dal prestito fortemente danneggiato: degli oltre 2.000 campioni dichiarati nel 1922 se ne salvarono meno di 1.200. Al di là del buono stato di conservazione dei campioni, i danni maggiori furono causati dal totale rifacimento dei cartellini effettuato presso la Scuola Militare Alpina poco dopo l'acquisizione.
Il risultato fu una grave perdita dei dati originali con la conseguente perdita di gran parte del valore scientifico dell’erbario. In fase di ricopiatura i nuovi cartellini furono in parte non ricopiati e spesso ricopiati in modo erroneo, riportando solo il nome della specie, la località di raccolta e la quota, tralasciando del tutto data e nome del raccoglitore. L’erbario mantiene oggi un importante valore storico.

Fra le rarità lasciate dal canonico di Aosta, va menzionata anche la veduta di Aosta a volo d’uccello realizzata dall’alpeggio di Pila nel 1881, quando era ispettore onorario ai monumenti romani del capoluogo regionale, oppure la sua accorata richiesta d’aiuto per salvare l’antico campanile del XIII secolo di Sarre, uno dei più antichi della valle.
Scriveva infatti il canonico nel 1881:

“A duecento metri circa ad est del castello di Sarre, si vede a fianco della strada statale una casa di dubbio gusto anche se di recente costruzione. È stata costruita dove sorgeva l’antico priorato di Sainte Hélène che appartenne prima ai benedettini dell’abbazia di Saint Victor di Ginevra, poi ai cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme.
Nel 1723 scavando all’interno della cappella di questo priorato si scoprirono diverse tombe di pietra con all’interno delle ossa umane, degli speroni dorati ed alcune spade lunghe e pesanti. La cappella era scomparsa da tempo ma restava ancora il magnifico campanile del XIII secolo, uno dei più antichi della valle.
Nel 1873, Victor Jacquemoud, fu Nicolas, soprannominato La Grenade, essendo divenuto proprietario di questo priorato quando vi fu la vendita dei beni ecclesiastici manifestò l’intenzione di abbattere il campanile. Informai subito il Ministro dell’Istruzione Pubblica di questa sinistra intenzione. Sua Eccellenza mi autorizzò a offrire la somma di 2000 franchi al suddetto Jacquemoud a condizione che conservasse il campanile. Mal consigliato dal suo suocero Antoine Tisseur d’Arvier, soprannominato Fracasse, disdegnò l’offerta e distrusse l’antico monumento che non gli dava alcun fastidio nella speranza, si dice, di trovare nelle sue fondamenta un ricco tesoro."

© foto sistema bibliotecario valdostano

Edouard Berard
Antiquités Romaines et du Moyen-Âge dans la Vallée d’Aoste 
in Atti della Società di Archeologia, volume III, Stamperia Reale di Torino di G. B. Paravia, 1880
versione integrale del testo disponibile qui

Nuovo erbario della Société de la Flore Valdôtaine. 
Erbario ufficiale del Museo che è integrato continuamente dalle raccolte compiute nel corso delle ricerche svolte in Valle d’Aosta.
Museo regionale di scienze naturali. Il Museo regionale di scienze naturali della Valle dAosta è un polo museografico situato in località Tache, nel comune di Saint-Pierre, presso l'omonimo castello, in Valle dAosta.


Non vi resta che visitare il Museo di scienze naturali o la Société de la Flore Valdotaine.
                                 Buon erbario a tutti, gnomi e non.                                                                                    

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