4/8/21

OLIO DI NOCI - Che cos’è lo troillet?

 lo troillet


L'olio di noci un tempo veniva utilizzato da molte famiglie valdostane per condire insalate e minestre. Dai gherigli spremuti a freddo si otteneva "lo troillet", un residuo della torchiatura, che veniva utilizzato in cucina per preparare salse o dolci. 

Il Troillet  nasce come prodotto di scarto in forma di  mangime per le galline e rinasce come prelibatezza.

Il culto dell’albero della noce è di origine celtica, per cui è assai probabile che l’estrazione dell’olio dalle noci in Valle d’Aosta fosse pratica antichissima anche se documentata solo dal 1683. 
La Valle d’Aosta è l’unica regione di Italia dove non si produce olio d’oliva, come è facilmente intuibile per via delle condizioni climatiche. Eppure ciò non ha precluso ai valdostani di inventarsi, con quello che avevano a disposizione, il loro olio, partendo dalle noci.
Avete mai assaggiato l'olio di noci?

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4/6/21

FONTE DI CITRIN - Saint-Rhemy-en-Bosses.

 L'acqua di Citrin

C’è, accocolata tra i monti,  un fonte straordinaria. L’acqua scende da 1818 metri di quota dal Vallone del Citrin e sgorga nel Comune di Saint-Rhemy-en-Bosses ai piedi del Gran San Bernardo ma, per i meno avvezzi alle ricerche boschive, nessun problema, c’è anche una fontana nella piazza di Saint-Rhémy en Bosses, propio vicino al Municipio. 

Saint-Rhémy-en-Bosses by night - @Genepio

Inutile aggiungere che gli gnomi conoscono da sempre questa fonte e la sua acqua leggermente effervescente: l’acqua della fonte Citrin, piuttosto famosa in Valle d’Aosta.

Ha un sapore dolciastro, ricca di magnesio, ferruginosa ed effervescente naturale, possiede quelle tipiche proprietà curative delle acque ricche di minerali ed è particolarmente indicata per chi soffre di carenze di magnesio. Anticamente denominata Citron o Citrun, la sua acqua minerale ha proprietà dunque terapeutico-medicamentose e fu scoperta, secondo la tradizione, nel 1875 da due pastori mentre accompagnavano le bestie al pascolo, fu fatta analizzare  dalla Regia Stazione Sperimentale di Torino; le analisi evidenziarono  la presenza di elevati tenori in ferro e da abbondante fase gassosa disciolta (CO2). 

L'origine del toponimo sembra  sia da attribuire al nome etnico dei Celtoliguri, i Ceutrones, oppure alla romana Gens Citronia; anche se una terza interpretazione non è da escludere: la derivazione dal termine francese Citrin, che vorrebbe indicare le tracce di colore giallo limone lasciate dall’acqua.


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4/4/21

GNOMI E GENTE ALTA DI MONTAGNA - All'ombra del passo


 ALL'OMBRA DEL PASSO


La passion est encore ce qui aide le mieux à vivre. 
(Emile Zola)




Hotsi


Si narra che nei pressi di un minuscolo laghetto alpino, posto all’ombra di un passo, da dove usciva un modesto ruscello cristallino, vivessero degli gnomi estremamente laboriosi e spinti ad innumerevoli attività da un‘accesa curiosità.
La loro altezza, comunemente a quella degli altri gnomi di montagna,  come era facile immaginare, non superava i trenta centimetri,  ma la loro forza vigorosissima uguagliava la loro agilità quanto l’abilità nel ricreare ciò che osservavano. Avevano caratteri sognanti simili alle genzianelle di primavera e nelle azioni concretezza simile ai tronchi delle querce, se minacciati o disturbati da qualche turbolenta intrusione riparavano dentro alcuni antri sul fianco della montagna.
A causa del freddo intenso e duraturo di quel luogo, avevano ingegnosamente ideato la tessitura del pelo di volpe, di tasso e di martora, spesso bevevano latte di camoscio per fortificarsi a vincere le vertigini su dirupi e precipizi. 
D'estate poi facevano piccole formaggelle, coglievano uova di pernici, mirtilli rossi e neri, tuberi, radici, pigne di cembro e nocciole, essiccavano erbe e funghi.
Tutte queste provviste le mettevano in serbo nelle caverne asciutte tra le pietraie, sistemate su ordinati scaffali di legno. 
Avevano anche inventato un linguaggio sibillino, un bizzarro dialetto pieno di oscuri monosillabi accompagnati da segni indecifrabili, giusto per il gusto di mettersi a fare una lingua nuova.
Si diceva poi, ma forse la leggenda qui aveva rubato alla verità le parole le aveva usate a suo piacere, che i alcuni macigni disseminati a corona intorno al laghetto a far da sbarramento fosse stata opera loro, suggerita dal gigante Gargantua. 
Erano dunque provetti sarti, casari, raccoglitori, falegnami, tessitori, ingeneri, costruttori e più sapevano far cose più ne inventavano.
Ci fu un giorno che il vento ululava, la legna sul fuoco crepitava, la porta di una capanna sbatteva senza motivo convinta di dar retta alle corbellerie del vento, un camoscio pareva imbizzarrirsi all'ombra improvvisa di una nuvola sul prato e si sentì esclamare: 


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OLIO DI NOCI - Che cos’è lo troillet?

  lo troillet L'olio di noci un tempo veniva utilizzato da molte famiglie valdostane per condire insalate e minestre. Dai gherigli sprem...