2/25/21

UNA LEGGENDA DELLA VALPELLINE

 LA VILLE DI BY


Narra una leggenda che una vigilia di Natale, il parroco di Valpelline venne a sapere che era stata organizzata una grande festa danzante a By.
Invano chiese agli a tutti di rinunciare, invano chiese ai genitori di impedire ai figli di partecipare, poiché gli abitanti della Valpelline erano sempre stati matti per il ballo, erano sempre stati soliti riunirsi in quello che ancor oggi si chiama "Plan du dance", sotto le neri pareti del Morion.
Il povero parroco dovette quindi assistere per tutto il giorno ad un lungo corteo di persone salire dirette al villaggio di By.

Scriveva l'abbè Henry : 
"Oggidì, quando i villeggianti di By, vedendo in fondo al piano lacustre quei muri diroccati tra i quali crescono erba e cespugli di rovi, chiedono ai montanari come mai un luogo così ameno è stato abbandonato si sentono invariabilmente rispondere : vi hanno ballato la notte di Natale, è scoppiato il fuoco a metà notte, tutto il villaggio è arso e non venne più ricostruito.”

Nel frattempo, da Oyace , era arrivato un bizzarro suonatore, avvolto in un lungo mantello che lo copriva fino ai piedi, due muli al seguito trasportavano i suoi strumenti.
Alle sette di sera al villaggio era già avvolto dal buio e le danze cominciarono inesorabili mentre scorrevano fiumi di vino.

continua 

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Soltanto il suonatore non beveva nulla ma, suonava , suonava sempre senza interruzione e senza mostrare alcuna fatica.

Dopo due ore di frenetico ballo ci fu una pausa per permettere ai danzatori di recuperare un pò di  fiato, poi le danze ripresero più veloci e più forti di prima.

A mezzanotte in punto si udirono alcune grida: "Lo foà, lo foà!!”.

Ma il suonatore continuava imperterrito la sua musica, finché alcuni uscirono dalla sala, scorsero il fuoco e il fumo alzarsi dai fienili e correre verso le altre case. Altri però rimasero a ballare, senza sosta quando, all’improvviso, al suonatore cadde il mantello di dosso e al posto dei piedi comparvero due zoccoli da caprone.

Gli abitanti terrorizzati cercarono allora di spegnere il fuoco con la neve, poiché l'acqua era gelata, ma non ci fu nulla da fare, in meno di due ore la "ville di By" non esisteva più.

Fu tanto lo sgomento del parroco di Valpelline quando vide al mattino  scendere gruppi di paesani disperati ed ammutoliti, quegli stessi che  al pomeriggio erano saliti pieni di allegria e felicità per il ballo.


Il villaggio di By, il cui nome, sempre secondo l'abbe Henry, significava “rifugio o dimora” termine celto-salasso che richiama l'ebraico "beth", “baith" (casa) e il lombardo “baita”, era un villaggio di pastori costruito tra il 1000 e il 1200 , abitato tutto l'anno e così popolato da essere chiamato "la ville de By". 
A nordest di esso si trova il piano "de la bonna mort", dove i vallesani che volevano impadronirsi del villaggio furono sconfitti grazie al sacrificio di molti dei suoi abitanti. La chiesetta in loro ricordo data del 1582.
Il 28 Febbraio del 1536 invece gli abitanti del villaggio furono svegliati dall'arrivo di un gruppo di uomini armati, provenienti da Champillon che scortavano un fuggitivo, essi costeggiarono il villaggio e scomparvero dietro Balme verso la Fenetre Durand.
Alcune ore dopo arrivarono alcuni abitanti di Ollomont con dei soldati e chiesero se fosse passato qualcuno ma una volta appreso che il fuggitivo aveva alcune ore di vantaggio e di conseguenza doveva già essere al sicuro, gli inseguitori tornarono indietro.
Gli uomini facevano parte del Grand Conseil des Commis presieduto dal balivo Renato di Challant mentre il fuggitivo era Giovanni Calvino, fuggito da Aosta dopo aver cercato di diffondere le idee protestanti ad Aosta e di renderla un cantone svizzero.
Ad Aosta, in via Croce di città, antico cardo romano, vi è ancora la croce eretta per ricordare l’avvenimento.


Per il lavoro degli storici in Valle d’Aosta sono spesso di vitale importanza i diari che i parroci  redigevano giornalmente nel corso del loro mandato nelle vallate laterali. 

Uno di questi sacerdoti era l’abbé  Joseph-Marie Henry, del quale è stato, per esempio, pubblicato “Chronique du curé de la vallée et de la paroisse de Valpelline  Diario del parroco della valle e della parrocchia di Valpelline  1935 - 1947”  a cura di Enzo Blessent. 

Il libro è la trascrizione del manoscritto originale  “Chronique du curé de la vallée et de la paroisse de Valpelline” redatto dall’abbé Henry  dal 1935 al 1947. 

La versione in italiano è arricchita da numerose note che chiariscono aspetti, notizie, tradizioni e cultura della Valpelline spesso solo accennate dall'abbé Henry. 

L’opera è corredata da immagini in bianco e nero e descrive con vivacità i fatti che si sono susseguiti a Valpelline in un periodo di grande importanza e che ha segnato le sorti della Valle d'Aosta e dell’Italia.


LA FIGURA DELL'ABBE' HENRY

Parroco, alpinista, botanico, glaciologo, meteorologo, storico, filologo, scrittore e poeta, nonostante ciò non basti a definire completamente l'Abbé Joseph-Marie Henry.

Nato nel 1870 a Courmayeur, figlio di una apprezzata guida alpina che gli trasmette la passione per la montagna sotto tutti i suoi aspetti e per l'alpinismo in particolare, il giovane Henry riceve i sacramenti del sacerdozio ad Aosta nel 1892. Inizia così la sua carriera di parroco che lo porta a Doues, Cogne, Verrayes, Villeneuve, La Salle, Saint-Pierre e Pollein prima di approdare a Valpelline, che diventerà la sua meta definitiva e alla quale dedicherà gran parte delle sue molteplici attività.

A lui dobbiamo molte "prime" alpinistiche proprio nella Valpelline e la realizzazione della celebre "Guide du Valpelline", che affianca numerosissime pubblicazioni a carattere storico, natuaralistico e narrativo tra le quali è d'obbligo citare la "Histoire de la Vallée d'Aoste" ed il fondamentale "Reconnaissances et inféodations dans le Valpelline en 1500", opera unica nel suo genere.


GLI SCRITTI DELL'ABBE' HENRY

  • Valpelline et sa vallée (1913)
  • Guida della Valpelline (1925)
  • Histoire populaire, religieuse et civile de la Vallée d'Aoste (1929)
  • Cagliostro: l'asino che scalò il Gran Paradiso (1931)
  • Reconnaissances et inféodations dans la Valpelline (seigneurie de Quart) en 1500 (1938)

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Fonti

Valpelline et sa vallée
autonomiebenicomuni.eu
naturavalp.it
Corografia fisica, storica e statistica dell' Italia e delle sue ..., Volume 4

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