2/13/21

PRETZEL DI CASTAGNE

 PRETZEL DI CASTAGNE

Stava cercando tra le matite un pretzel per concedersi un breve spuntino, uno di quelli fatti con le ricetta di zio Adar, uno gnomo germanico scaltro e veloce che si diceva avesse remotissime origine celtiche, ma quel che era certo era invece che aveva sempre sfornato pretzel prelibati, con le migliori farine che, anche questo era innegabile, rubava nei mulini ai confini del bosco.
Fatto sta che Nordend tirò fuori dalla borsa il pretzel e cominciò a mangiarlo, a piccoli morsi.
Posò la borsa e il progetto che aveva con sé ai piedi di una quercia, su una foglia caduta, poi si appoggiò al tronco, era il luogo ideale per pensare già al suo prossimo progetto benché avesse appena finito di dirigere i lavori per il ponte sopra il ruscello che finalmente univa un gruppetto sparuto di prudenti gnomi silvani al sentiero dei più impavidi e lesti gnomi delle rocce. Si dice che gli gnomi nati sotto una quercia, come lo era il nostro gnomo dalla straripante inventiva, avessero un senso innato di giustizia e rettitudine, fini pensatori erano molto stimati e considerati attraverso le valli.

continua 

⇩⇩⇩


Lo contraddistingueva anche una buona dose di fermezza e perseveranza, era molto incline a condividere con il prossimo obblighi e doveri, dai più gravosi ai meno impegnativi; questo in parte spiegava il perché gran parte di ciò che avesse avuto necessità di essere riparata o ricostruita al meglio nella valle la si poteva far risalire a lui.
In lui era sempre stato forte il desiderio di indipendenza, spesso limato e circoscritto a mirabili opere di fantasia dal suo spiccato senso di fedeltà alla parola data. 
Proprio dall’ultima parola data era nato il suo ultimo disegno.
Aveva appena dato l’ultimo morso al pretzel quando Indren arrivò.
“Saluti Mastro Nordend, gran gnomo inventore! Che si dice di nuovo?”
Nordend alzò la destra in segno di saluto e disse, quasi ancora assorto nei suoi pensieri : “Il mons Silvius, è detto Gletscher, se parli tedesco s’intende… hai per caso parenti in quelle foreste?”
“No, non che io sappia, qualche gnomo girovago c’è in famiglia ma lo sanno gli elfi da dove diamine potrebbe venire…” rispose Indren.
“Comunque, ti stavo dicendo, si chiama Gletscher perché sulla sua sommità si estende un grande campo di neve che non scompare mai, per uno spazio di circa quattro miglia. In estate poteva essere attraversato senza difficoltà tanto a piedi quanto a cavallo …Quel valico molto alto che separava i Seduni da Salassi…”
“Vuoi dire i Vallesani dai Valdostani?” lo interruppe Indren
“Sì, chiamiamoli come vogliamo, sono dettagli da uomini questi. Ti dicevo, lassù, sulla sommità del passo, la via che scende si biforca in due rami seguendo due diverse valli. In una di queste, quella sulla destra  porta direttamente al luogo dove c’è un piccolo villaggio di una decina di gnomi, pochi più, pochi meno.”
“Ebbene…?”

“Ebbene, come tu sai non so tirarmi indietro quando qualcuno mi chiede un aiuto..”

“ Certo che lo so, di questo ne parlano ponti, dighe, scavi, ruote a palette, canali in tutta la valle, bisogna solo guardarsi bene intorno per capire come stanno le cose!” interruppe nuovamente Indren

“Questione di carattere…” replicò Nordend con un mezzo sospiro

“…disse la quercia al tiglio…” concluse prendendo ancora la parola Indren

Per nulla disturbato dalle continue interruzioni e considerazioni di Indren lo gnomo srotolò il disegno del suo progetto che aveva appoggiato ai suoi piedi e lo mostrò all’amico.


(continua…)

©genepio

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione dell'autore non è consentita.


No comments:

Post a Comment

every opinion is fruitful

La TOTO PROZESSION - leggenda Walser

 Tôtô- Prozession (processione dei morti) © foto Genepio La Tôtô- Prozession (processione dei morti) ha sempre spaventato chi l’ascoltava n...