1/24/21

ACCADDE CHE...


Frostino è uno gnomo invernale, abituato alle distese nevose ed al manto bianco che gli accarezza gli occhi e calma il cuore. Nonostante questo ben difficilmente lo si vede spostarsi sulla neve, gli gnomi montani camminano sulla neve, o usano gli sci, le pelli o le slitte; lui è uno gnomo nevoso, nella neve è nato e cresciuto, nella neve trova risorse agli altri sconosciute, perciò si muove scavando gallerie sotto di essa, sbucando fuori di tanto in tanto.

Continua

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Dove la neve è più bassa, oppure nei pressi delle case è più facile scorgerlo se si dotati di una buona dose di fortuna o sei lui si è distratto. Accadde così una a volta appunto, Frostino si era distratto preso dal guardare dentro una casa da fuori la finestra. Stava per iniziare a nevicare, qualche fiocco uno pò sbruffone non aveva saputo attendere la partenza comune e si era attaccato ad una goccia d’acqua gelata che lo portava fin giù sulla terra in spalla, altri , piccoli ed impalpabili, erano semplicemente scivolati giù, come tirati per il bavero da soffio di vento dispettoso; lo gnomo aveva un debole per le finestre accoglienti, angoli preziosi, era più forte d lui, il solo pensiero di sedersi sul davanzale interno e guardare attraverso il vetro la neve che comincia a scendere lo riempiva sempre di incontenibile entusiasmo. Saltellando si mise a picchiettare contro il vetro, confidando che qualcuno dentro sentisse il suo bussare e lo facesse entrare.



Penserete che nessuno avrebbe mai creduto ai propri occhi e fatto entrare un essere di  neanche trenta centimetri che bussava con insistenza ai vetri della finestra in una giornata d’inverno, chiunque avrebbe pensato di essere vittima di qualche scherzo dell’immaginazione, o, per alcuni, dell’acquavite. Invece, lassù, per non farla troppo lunga, coloro che ostinatamente vivono e continuano a vivere lontano dalle sirene metropolitane, sono degli oracoli viventi dei luoghi e di ciò che essi custodiscono, ne conoscono ogni spanna, ogni leggenda, ogni retaggio del passato, ogni segreto ed ogni creatura perché il tempo non fugge da loro ma , quando serve, si ferma a parlare. Frostino poi sapeva chi, tra questi uomini dei monti, era più in sintonia con lo spirito del luogo. La finestra si aprì, giusto lo spazio per farlo scivolare dentro, la neve iniziava intanto a cadere decisa ad imbiancare ogni cosa,  lo gnomo si voltò veloce  a guardare alberi e campi: “Andate a dormire ora, amici cari, finché non arriva la primavera”, poi salto dentro e si sedette sul davanzale , "Per Giove e Saturno! Lo sapete, l’estate corre frivola e veloce se ne va danzante, sempre. L’inverno cammina, non ha fretta arriva e si siede, resta fermo. Andate a dormire, è ora, la notte oggi farà del sole un lampo che si fa strada svelto tra buio e buio”, concluse Frostino.

L’uomo mise del pane speziato sul tavolo di legno, lo gnomo tirò fuori dal sacchetto cannella ed anice stellato e li posò sul davanzale.

Sistemato il pane disse: “Lo senti quel pungente profumo di freddo nell’aria, il grigio negli occhi? E’ 21 dicembre che arriva.”

“Si sente l’odore dell’inverno oggi, nel bosco si farà buio e da oriente di alzerà prode un vento freddo e impavido e quando arriverà, con le sue nevi infinite, l’inverno, chiuderà porte e finestre, costruirà nella notte palazzi incantati.” replicò lo gnomo.

“Come desidero allora l’inverno! Quel suo essere austero nel suo ordine di bianco e ghiaccio, ogni senso al suo posto, esatto come un fiocco di neve”.  L’uomo da ormai qualche tempo considerava l’occasionale compagnia dello gnomo un medicamento per il suo spirito divenuto sempre più solitario, una ventata d’aria in un bosco di pini.
Quel lungo giorno d’inverno, senza macchia, trasparente come vetro, avrebbe preparato  il vino speziato caldo e si sarebbe seduto accanto al tavolo a guardare fuori le neve conquistare il mondo e ad ascoltare lo gnomo.

(continua…)

©genepio

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